La Romagna in un piatto

Immagine di una busta da lettera vintage

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Piadina farcita
 Tipica della tradizione gastronomica della Romagna, la piadina si prepara con farina, acqua, strutto (oppure olio extravergine di oliva) e viene cotta sulla piastra o sul tipico “testo” in terracotta. La piadina è una bontà unica che ha origini antiche. Oggi è uno street food simbolo della cucina romagnola, diffuso in tutto il mondo e di cui esiste anche un apposito disciplinare per la certificazione IGP (Indicazione Geografica Protetta). Può essere mangiata come pane, per accompagnare le pietanze oppure può essere farcita in vario modo, si presta a spuntini, pranzi o merende, ed è ottima sia salata che dolce. 

Decantata in famose canzoni come “La pìda” di Raoul Casadei e “Freak” di Samuele Bersani, celebrata da vari artisti come Giovanni Pascoli che la definisce: “il pane, anzi il cibo nazionale dei Romagnoli”, fino ad arrivare a Marino Moretti poeta crepuscolare, romanziere e drammaturgo italiano del 900 che alla piadina dedica un’intera poesia. Da secoli quindi la piadina è la regina della Romagna, amata, copiata e gustata, ma com’è nata? 

La storia della piadina Romagnola, dicevamo sopra, ha origini antiche, pare infatti che sia nata nelle zone dell’odierna Romagna nel periodo etrusco, infatti da alcuni scavi sono state rinvenute tracce dell’utilizzo di un sostituto del pane di forma circolare fatto con farina grezza e cereali.  

Anche in epoca romana si hanno numerose testimonianze dell’uso di una preparazione simile alla piadina, realizzata con cereali grezzi e accompagnata da carni e formaggi. La tradizione della piadina ha proseguito lungo i secoli, attraversando Medioevo e Rinascimento, fino al XX secolo quando inizia a diffondersi sia nelle campagne che nelle città della Romagna. 

Da questo momento non sarà più considerata un surrogato del pane ma una golosa alternativa. 
 A partire dagli anni Quaranta e Cinquanta viene infatti rilanciata e da lì inizia il suo grande successo, diventando ufficialmente una specialità romagnola che conquista i turisti da tutto il mondo.  Nascono in questo periodo bar e chioschi sul lungomare pronti ad offrire piadine appena fatte con ogni tipo di condimento per accompagnare la movida che ha reso famoso il litorale romagnolo. 

Occorre fare però una piccola precisazione per i vacanzieri che si recano in Romagna. Solitamente a nord di Rimini – Cesena e Ravenna – si chiama piadina, mentre da Rimini a Cattolica si chiama piada. La differenza a parte il nome, è lo spessore, ad esempio nel riminese, è tirata più sottile mentre in altre zone è più spessa e soffice. Un'altra piccola differenza è quella tra piadina e crescione o cassone, gli ingredienti sono i medesimi ma il crescione viene ripiegato dopo la farcitura e prima della cottura. I bordi devono essere ripassati con i rebbi della forchetta per disegnare la tipica chiusura a righe. 

Oggi la piadina è consumata in tutta Italia e nel mondo ma bisogna andarla a cercare… In Romagna invece sarà lei a trovarvi e, soffice e appena fatta, vi scalderà il cuore. 

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