Fico di nome e di fatto

Immagine di una busta da lettera vintage

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fichi
Il fico è originario dell’Asia Minore e come attestano diversi documenti Egizi la sua coltivazione è antichissima. Secondo alcuni studiosi furono gli antichi Fenici a diffonderlo nelle isole del Mediterraneo. Nell'antica Grecia invece il fico era considerato un albero sacro in quanto albero primordiale, pianta sacra al dio Dioniso. Rappresentavano l’emblema della vita, della luce, della forza e della conoscenza. Per i Latini, Pomona era la divinità che presiedeva la loro maturazione, grazie all’aiuto del dio Vertumno che controllava il ciclo delle stagioni. Quest’ultimo era perdutamente innamorato della Dea. 
Nella mitologia si narra che Vertumno si trasformò in una vecchietta per avvicinarsi a lei e convincerla a concedersi a lui. E da quel momento il frutto diventò dolcissimo. Un piccolo frutto altamente nutriente: oltre a contenere potassio, ferro e calcio, sono ricchi di vitamina B6, di vitamine del gruppo A, B1, B2, PP, e vitamina C e, grazie all’alto contenuto di zuccheri, sono una straordinaria fonte di energie. Una piccola porzione di fichi freschi o essiccati può sostituire il pasto oppure integrare le energie spese durante l’attività sportiva e le escursioni all’aria aperta. 
Sfruttati in ambito fitoterapico per le molteplici virtù terapeutiche come le proprietà emollienti e antiinfiammatorie, i fichi sono anche ricchi di fibre e aiutano la digestione. Una caratteristica del fico è la versatilità negli abbinamenti alimentari, sia nel dolce sia nel salato, ideale per preparare marmellate, crostate, frutta caramellata o freschi (con o senza la buccia), da abbinare anche a formaggi e insaccati, per bilanciare la salinità sul palato. 

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