Il benessere cambia colore

Immagine di una busta da lettera vintage

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carote
 
Il nome scientifico è Daucus carota, ed è una pianta erbacea originaria dell’attuale Afghanistan. In origine esistevano varietà di colore viola oppure bianco, il cui utilizzo curativo è documentato presso gli antichi egizi, greci e romani, per le sue proprietà diuretiche, gastro-protettive o cicatrizzanti su tagli e ferite. 

La sua diffusione in Europa e in cucina, risale però al Medioevo, portata dagli arabi, e la varietà di colore arancione si impone più tardi, intorno al 1600 alla corte degli Orange in Olanda grazie al lavoro di fedeli contadini che ne selezionarono semi e varietà proprio per celebrare i loro signori e il colore del casato. Questo passaggio è documentato nella pittura fiamminga e spagnola dove le carote arancioni trovano ampio spazio nei quadri dedicati a mense e mercati. 

In un antico mito inglese si narra la leggenda del fiore di carota. Secondo questa storia, se si raccoglie il fiore della pianta della carota durante una notte di luna piena, viene favorito il concepimento. Per questo le donne inglesi del XVI secolo, ai tempi di Giacomo I, utilizzavano i fiori di carota per adornare i capelli, in segno di buona fortuna e auspicio di fertilità. 

In Italia fu la geniale Caterina de’ Medici ad introdurla, verso la metà del 1500,sulle tavole dei signori e da quel momento la carota è rimasta un ingrediente importante della nostra cucina, apprezzata in preparazioni salate e dolci. 

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