Sulla rotta del cacao

Immagine di una busta da lettera vintage

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cioccolato
Le culture e i Paesi sono in costante comunicazione e si contaminano a vicenda attraverso lo scambio di prodotti e persone, per questo molti alimenti che noi oggi consumiamo abitualmente hanno origine antichissima e soprattutto lontanissima. Il cacao è uno di questi, un alimento che ha compiuto un lungo viaggio per arrivare in Europa, dove oggi è molto apprezzato. 
Il cacao è originario dell’America Centrale dove le civiltà precolombiane, anche prima di Maya e Aztechi, consumavano una bevanda ricavata dalle fave del cacao considerata un dono divino, tanto che il suo nome scientifico è Theobroma cacao, ovvero “Cibo Degli Dei”. Per il consumo nel Vecchio Continente abbiamo però dovuto aspettare i viaggi di numerosi esploratori come Cristoforo Colombo e Hernán Cortés che a partire dal 1492 salpavano per le Indie - in realtà un nuovo continente: l’America - e ritornavano con materie prime e doni per le corti spagnole. 
All’inizio il cacao era un alimento solo per famiglie reali e aristocratiche che aggiungevano zucchero di canna a questa bevanda dal gusto deciso e ricco di aromi e profumi per renderla più dolce – il famoso brodo indiano citato in un famoso libro di Piero Camporesi, studioso dell’Università di Bologna –, mentre a partire dall’Ottocento, diventò un alimento popolare in tutta Europa grazie al contributo di svizzeri e olandesi che svilupparono tecniche di lavorazione moderne, creando diverse consistenze dal cacao in polvere alle tavolette e iniziando a produrre i diversi tipi di cioccolato che oggi conosciamo. Nell’arco di tre secoli il cacao diventò così alimento comune in tutto il continente europeo, modificando i gusti e le abitudini alimentari del Vecchio Continente.  
Oggi le produzioni di cioccolato più prestigiose e rinomate sono proprio europee, dalla Svizzera all’Austria, passando per l’Italia. Tra i cioccolati più apprezzati del nostro Paese ci sono quello di Modica e quello perugino ma la città considerata patria storica del cioccolato italiano è Torino e in generale il Piemonte. Qui il cioccolato fu istituzionalizzato e diffuso dalla casa reale dei Savoia e ben presto la città si specializzò nella produzione di cioccolato, tradizione che conserva tutt’oggi. 
In Austria, il cioccolato ha dato vita alla tradizionale cioccolata calda viennese servita con l’aggiunta di panna montata e ha poi innovato il campo della pasticceria con la famosa Sacher Torte. Salisburgo, città natale di Mozart, fa irriverente omaggio al suo più illustre cittadino promuovendo le tipiche “palle di Mozart”.  Anche la Svizzera ha costruito una solida tradizione cioccolatiera grazie a figure di spicco come Rodolphe Lindt, ma il viaggio del cioccolato è proseguito nei Paesi Bassi, in Francia, in Gran Bretagna con produzioni tipiche di grande pregio. 
A riconferma di come questo alimento si sia ben radicato nella tradizione e nell’immaginario collettivo c’è anche la sua presenza in numerosi film e libri come “Chocolat”, “Come l’acqua per il cioccolato” o “Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato”, nel mondo della musica con “A Chocolate Sundae on a Saturday Night” di Doris Day, o l’indimenticabile “Cacao Meravigliao” tormentone televisivo di Renzo Arbore. 



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