Castagne in tasca contro il raffreddore: leggenda o realtà?

Castagne
Parte tutto da un’antica credenza che però resta attuale ancora oggi. Secondo la leggenda, prima di uscire di casa mettere una castagna matta (o d’India) in tasca (pantalone o giacca) terrebbe lontani malanni come il raffreddore. Quanto c’è di vero? E soprattutto che base ha questa credenza?

In passato questa tipologia di castagne cui fa riferimento la credenza, le ippocastagne, venivano macinate e date in pasto ai cavalli per curare il loro raffreddore o asma. Cosa assolutamente sconsigliata per gli esseri umani. Infatti il frutto in questione, seppur simile nella forma alle classiche castagne che potremmo utilizzare in cucina, hanno principi nutritivi completamente diversi. E anzi, sono fortemente tossiche e nei casi più estremi, se ingerite, potrebbero causare addirittura la morte. Da qui la concezione di talismano dell’ippocastagna e non di rimedio o contributo contro il raffreddore. Non vi è nessuna tesi scientifica a sostegno, ed è bene ribadirlo. 

Dunque, è sostanzialmente una credenza popolare. A pensarci, effettivamente, come potrebbe un frutto messo in tasca tenere lontano il virus del raffreddore? L’Ippocastano è una pianta particolarmente diffusa in Asia e qualche proprietà benefica (l’albero) sembra averla davvero. Se dunque abbiamo accertato che il frutto di questa pianta a poco serve contro il raffreddore, i semi, le foglie e la corteggia dell’ippocastano possono rappresentare degli aiuti naturali nella vita di tutti i giorni. L’Esculoside, ad esempio, aiuta a favorire il riassorbimento di liquidi; l’Escina è un principio attivo che vanta proprietà decongestionanti. I Flavonoidi, ancora, sono pigmenti che contribuiscono a rafforzare il sistema immunitario. 
Comunque noi una castagna “matta” in tasca ce la mettiamo. Non si sa mai.

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