Nati per viaggiare: alla scoperta dei biscotti italiani

biscotti
 Abbiamo cercato nel passato, nelle nostre più genuine origini contadine, ma siamo anche andati a sbirciare nelle cucine delle nostre nonne, custodi di piccoli segreti che rendono unica ogni preparazione.
Durante il viaggio ci siamo imbattuti in poeti e cuochi, abbiamo scomodato regine e duchesse, ci siamo persi nella letteratura, per tornare al tempo degli antichi romani e delle scorribande dei popoli del Mediterraneo, per scoprire che i biscotti c’erano sempre: a volte molto semplici, realizzati con gli ingredienti locali, altre volte impreziositi con sapori esotici e preparazioni complicate. 

Insomma i biscotti fanno parte della nostra tradizione e ci accompagnano in diversi momenti della giornata e della vita. Li gustiamo a colazione, a merenda o a fine pasto. Li offriamo in dono, li prepariamo per festeggiare momenti speciali come nascite e matrimoni, oppure ci accompagnano durante le feste principali. 

A molti dei biscotti regionali italiani sono state dedicate feste e sagre, in alcuni casi ci sono vere e proprie battaglie commerciali per certificarne la denominazione di origine e ci sono diatribe tra paesi, città e regioni, per contendersene la paternità. 

Difficile risalire alle origini del biscotto anche se, di certo, sappiamo che la parola biscotto deriva dal latino “panis biscotus” e cioè “pane cotto due volte”. 
Li troviamo già nell’antico mito greco del viaggio di Giasone con gli Argonauti alla ricerca del Vello d’Oro; nati dall’errore del cuoco che addormentatosi mentre preparava le scorte di pane per il viaggio si rese conto che ormai era diventato piatto e secco. Giasone decise di portare comunque in viaggio quello strano cibo che fu l’unica cosa a non ammuffire e a garantire nutrimento per tutta l’avventura. 

Di certo i biscotti sono nati per viaggiare e le cronache antiche li citano varie volte nella cultura latina dell’Impero Romano, quando venivano utilizzati come cibo da rifornimento per i marinai e i soldati, grazie alla loro capacità di mantenersi a lungo e di rimanere croccanti. 

Un’antica fiaba, tramandata da generazioni, ci porta invece in una ignota cucina dove il cuoco pare avesse l’abitudine di mettere nel forno qualche piccolo pezzo di impasto di pane per verificare la temperatura prima di infornare. Queste piccole palline d’impasto, una volta cotte, diventavano buone e croccanti e potevano essere facilmente trasportate oppure sgranocchiate sul posto in attesa di concludere il lavoro. 

Forse il lungo viaggio dei biscotti è cominciato proprio così. 

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